“Il progetto cahier#iorestoacasa è realizzato grazie al finanziamento del Fondo Emergenza
Coronavirus istituito dalla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta e i suoi partners
(Youth Bank, CSV, Forum del Terzo settore, Caritas diocesana, Lions Club Aosta-Hub e
Mont Blanc).

cahier#iorestoacasa

Replicante teatro per l’emergenza COVID-19

Un progetto di Andrea Damarco e Paolo Salomone

La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 13 dicembre 2006, è entrata in vigore il 3 maggio 2008. L’Italia ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione, con legge n°18 del 3 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009).

Articolo 19.
Vita autonoma e inclusione nella comunità
Gli Stati Parti di questa Convenzione riconoscono l’eguale diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella comunità, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e prendono misure efficaci e appropriate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e della piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità, anche assicurando che:

a) le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, sulla base di eguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione abitativa;
b) le persone con disabilità abbiano accesso a una serie di servizi di sostegno domiciliare, residenziale o di comunità, compresa l’assistenza personale necessaria per permettere loro
di vivere all’interno della comunità e di inserirsi al suo interno e impedire che esse siano isolate o vittime di segregazione;
c) i servizi e le strutture comunitarie destinate a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di eguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adatti ai loro bisogni.

cahier#iorestoacasa è una “finestra aperta” da cui, le persone con disabilità e le loro famiglie possono sporgersi ed esprimere, condividendo “con il fuori”, quanto accade dentro le loro case.

Il progetto “cahier#iorestoacasa” è realizzato grazie al finanziamento del Fondo Emergenza Coronavirus istituito dalla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta e i suoi partners (Youth Bank, CSV, Forum del Terzo settore, Caritas diocesana, Lions Club Aosta-Host e Mont Blanc).

COVID-19 ci ha messi – tutti – di fronte a una grande verità: da soli non si va da nessuna parte, e le nostre case rischiano di diventare isole/prigioni in cui si consuma l’isolamento. Si rende necessaria un’azione che “apra” (in qualche modo) queste case, per lasciare uscire le voci che stanno lì dentro; un’azione che consenta di condividere questa fatica quotidiana dell’essere e dell’esistere in una sorta di condivisione di vissuti. I “social” (di cui abbiamo sempre abusato quando avevamo ancora scelta) sono diventati, ora, l’unica voce, l’unico prolungamento di corpi reclusi e di voci lontane. Restare in contatto, per contenere i danni da isolamento forzato (che cominciano a farsi sentire), è una priorità tanto quanto quella sanitaria. Progettare e creare insieme può farci del bene.

Il progetto è rivolto alle persone con difficoltà (gravi): in modo più specifico, alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Vogliamo raggiungere queste persone che è difficile avvicinare e coinvolgere: sono lontane. Da ben prima di COVID-19: lo sono da sempre.
Stiamo creando una “finestra aperta”, un “varco nel muro” delle nostre case da cui, genitori e figli possano affacciarsi ed esprimersi condividendo “con il fuori” quanto accade dentro le loro case, dentro le loro solitudini.
Il Distanziamento Sociale rischia di diventare isolamento, e questa proposta intende creare un’occasione, soprattutto per quelle famiglie, di “dire” la loro condizione affinché, nella condivisione con l’esterno, diventi meno straziante.
Nominare un dolore, dargli un nome, definirlo con gli “altri”, inciderlo sui fogli e condividerlo, è iniziare a risolverlo.

Creeremo un “luogo”, un posto in cui restare insieme condividendo la realtà di questo presente che ci chiede di restare separati, ma non assenti.
Metteremo “su carta” le parole con cui dire cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa potrà accadere.
Scriveremo un quaderno – insieme – affinché solitarie voci diventino un “coro” di testimonianze rilegate insieme.

Questo “cahier” diventerà un “documento” disponibile a tutti. Anche per il dopo. Per ricordarci che “questo è stato”.