Replicante teatro

Nasce ad Aosta nel gennaio del 1998, fondata da Andrea Damarco e Lilliana Nelva Stellio; dal 2002 è stata inserita come compagnia professionale nella Legge Regionale valdostana di finanziamento teatrale. La direzione artistica è di Andrea Damarco. Dal 2015 all’ interno della Compagnia si è costituita una collaborazione artistica stabile con Barbara Caviglia, con l’intenzione di accogliere nuovi progetti e condividere quelli che coniugano gli interessi comuni di percorso dei due attori/autori. Ne sono nati Oikos teatro a dimora, Il posto delle fragole ovvero Un paese per le donne, Hamelin; la rassegna Settimana teatrale per l’Area Megalitica e I due abissi di Spica, produzione site specific sempre dedicata all’Area megalitica di Saint Martin de Corléans / Aosta. Il progetto Ti dico un libro si è sviluppato, con una sempre maggiore attenzione alla scrittura drammaturgica (nel 2019/2020 è arrivato alla sua Decima Edizione e ha coinvolto circa seimila studenti, oltre a declinarsi, per l’emergenza COVID19, in una trasmissione radiofonica quotidiana) . Replicante teatro ha inoltre accolto il progetto nazionale Parole e sassi – la storia di Antigone per le nuove generazioni, del Collettivo Antigone (direzione artistica Letizia Quintavalla), di cui l’attrice Barbara Caviglia fa parte dal 2011, per sostenerlo sul territorio valdostano.

L’ultimo progetto condiviso,  attualmente in produzione, è La zona viva, in collaborazione con il Quartetto d’archi di Torino.


Collaborano a Replicante teatro per la parte organizzativa ed amministrativa, Roberta Carla Balbis e Paolo Salomone.

I primi anni

Replicante teatro ha concentrato la propria attività soprattutto sul territorio di appartenenza, un territorio di confine dall’ identità forte con cui la Compagnia ha sentito necessario entrare in stretto contatto per  costruire dall’interno un rapporto dialettico, etico e critico – in senso costruttivo – e spazi di apertura, confronto e dibattito attraverso la  produzione di spettacoli e mises-en-espace, ma anche eventi e rassegne (tra cui, negli anni: La Città delle Sensazioni, Desiderio di Paradiso, Il Posto del Teatro, Morte di Minotauro…). In quel periodo, vista anche la specificità culturale e le possibilità espresse dal territorio, accanto alla produzione di teatro per un pubblico adulto è stata notevole l’attività dedicata alle nuove generazioni: oltre a importanti tournées in Francia, alcuni spettacoli jeune public sono stati ospiti di rassegne e festival italiani, francesi e tedeschi e quindi tradotti e recitati in lingua francese e tedesca (in Italia: Il gioco del teatro (To) – Teatri del mondo (AP) – Coi piedi all’aria (Mi) – Enfantéâhtre (Ao) – Lugliobambino (Fi); in Francia: Biennale Internationale de Théâtre Jeunes Publics de Lyon – Les Mistons – Au Bonheur des Mômes – Ré-Génération ; in Germania: Panoptikum).

Nel tempo

La Compagnia ha sempre più concentrato il proprio interesse su un’attività dedicata al sociale, in ambiti particolarmente delicati quali quelli del carcere, della disabilità fisica e psichica, dell’immigrazione. Per fare un esempio: NESSUNO/azione teatrale rinchiusa per riconsiderare il viaggio,  esito del lavoro di un anno di Andrea Damarco  con  i detenuti della Casa Circondariale di Brissogne/Aosta, è stato il primo spettacolo realizzato nella regione Valle d’Aosta con la popolazione carceraria, e replicato fuori della casa circondariale. Dal 2015, pur continuando a rimanere in stretto contatto col territorio di appartenenza attraverso progetti teatrali dedicati alla scuola (Ti dico un libro – il teatro va a scuola compie nel 2017/2018 otto anni) e alle realtà sociali più sensibili, la Compagnia ha intrapreso nuove vie tese ad un approfondimento interno sia da un punto di vista organizzativo che poetico, concentrando la propria attività di produzione sul pubblico adulto (tra gli altri titoli prodotti: Acalcinci – concerto spettacolo; Sankarà – azione di sconcerto per voce e percussioni; La forma dei sogni – momenti di ascolto e di piccoli incantesimi in corso nella foresta che si muove; Il cielo di sotto).