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POLIFONIA PER DA6885

una coproduzione framedivision – Replicante teatro

“POLIFONIA PER DA6885” è un progetto e insieme una libera trasposizione in forma teatrale di un testo (Anatomia di un soldato) scritto da un giovane militare britannico (che la guerra l’ha fatta e che lo ha reso mutilato per sempre) che racconta la guerra con i toni disincantati, e lucidi, che l’argomento esige. Soprattutto oggi. Soprattutto con i giovani. Soprattutto sempre.

Il testo di riferimento è l’autobiografia di un soldato, che, con uno stile contemporaneo e decisamente singolare, narra della sua tragedia: a seguito dello scoppio di una mina anti-uomo, Harry Parker ha perso due gambe e ha scelto di far raccontare questa storia ad una serie di protagonisti inconsueti.

A raccontare di questo terribile incidente, infatti, sono la mina stessa, la sega che ha dovuto amputare le sue gambe, l’anfibio che ha pestato la mina, il respiratore durante l’operazione chirurgica, le protesi, lo specchio in cui ha osservato materialmente per la prima volta la sua nuova condizione che lo ha reso disabile…

Tutti questi testimoni diretti, e indiretti, sono appunto le voci di una polifonia intenta a narrare – coralmente – questo atroce accadimento e la follia che la guerra sempre rappresenta. Perché, la guerra, riguarda sempre tutti e tutto ovunque si svolga. E fa danni. Anche quando, di guerra, non si muore.

L’incipit dello spettacolo

La guerra ha sognato sé stessa.

E fu.

La guerra non è un video gioco: ti cambia.

Come un video gioco.

Un uomo in un paese in guerra ha messo un piede sopra una mina ed è saltato in aria.

La mina è stata fabbricata da uomini che abitano quel paese.

DA6885 non è un numero:

è un codice che ha sostituito il nome di un uomo addestrato ad uccidere.

Ma non a morire.

Infatti non muore.

Ma viene separato dal suo corpo.

Ci sono oggetti che hanno assistito a quello strappo.

Altri hanno preso parte alla conseguenza di quell’accadimento.

Altri ancora hanno determinato la separazione.

Nessuno tra di loro ha nulla da commentare.

Tutti hanno esposto il fatto senza giudizio, senza pudore.

Ci sono vari tipi di smembramento: uno è quello di un corpo che perde il suo corpo.

Ma… forse, l’interezza non è altro che la consapevolezza di ciò che abbiamo perduto.

E – in quella consapevolezza –

possiamo vedere ciò che abbiamo perduto.

Prima non sapevamo nemmeno di averlo.

Vedendolo, allora, lo conosciamo.

E nulla potrà andare perduto.

Solo si muove altrove.

E noi possiamo muoverci in quell’altrove.

Interi, perché consapevoli, ora, che lo strappo ferisce, ma non può separare.

Perché tutto è UNO.

CREDITI

co-produzione framedivision – Replicante teatro / ideazione Andrea Damarco e Alexine Dayné / regia Andrea Damarco / assistente produzione Alessandro Delfino / con Andrea Damarco e le voci di Fabio Bosco, Domenico Castaldo, Alexine Dayné, Maurizio Giardina Papa, Roberto Lodola, Anna Antonia Mastino, Beatrice Migliazzo, Gianpaolo Pace Marcianò, Alessia Porani, Chiara Sparacino / installazione testo e drammaturgia Andrea Damarco / concept e script visual art Alexine Dayné con la collaborazione di Alessandro Delfino, Nadège Griseri, Chiara Bongiorno / riprese e montaggio Davide Bongiovanni – Studio Arsenale e Alexine Dayné – framedivision / paesaggi sonori Raffaele “Neda” D’Anello / sartoria Monica Liliana Zafra / comunicazione Tullio Macioce / musiche Henryk Górecki, Tool, Bob Dylan, Doors, Pink Floyd / un ringraziamento particolare a Maison Gargantua (per la residenza artistica a Gressan) e a Zoppo carni (per la concessione della location delle riprese)