
KARL
Ricordi. Di guerra. Di un uomo in guerra. Forse con sé stesso; oltre che con la Storia.
È una storia rimuginata che affiora in un limbo in cui macera da decenni.
Ci sono cose che non possono essere dette perché appartengono alla coscienza e la coscienza, si sa, spesso tace all’esterno perché grida all’interno.
È una sorta di confessione in cui il vero e il falso, il bene e il male (sempre a patto che esistano) cessano di scandire il flusso di qualsiasi forma di giudizio, per lasciar spazio, invece, agli eventi che furono e che, da sempre, scorrono con pari intensità, dentro ogni uomo. Nessun revisionismo. Semplicemente uno sguardo sull’uomo a prescindere dalla sponda su cui si è trovato ad agire.
Il contesto è la guerra.
La Seconda Guerra Mondiale.
“ (…) e, tuttavia, penso che l’umanità sia fondamentalmente buona”
(Giovanni Damarco)
“Restiamo umani”
(Vittorio Arrigoni)
Crediti
produzione Studio Arsenale/Replicante teatro – Soggetto e sceneggiatura di Andrea Damarco a partire da uno scritto di suo padre partigiano della Brigata Tom di Casale Monferrato – con Andrea Damarco – regia fotografia montaggio Davide Bongiovanni – audio Luca Minieri