MEMORIE DI UN SANTO PAZZO

Santo o no, pare proprio che qualcuno pazzo lo fu davvero

e visse tra il 1625 e il 1683.

La sua vita la passò murato vivo in una cella,

piccola, molto piccola:

praticamente una tomba attigua alla cappella del castello di Sarriod

di e con: Andrea Damarco

musiche originali: Vincent Boniface

riprese e post-produzione: Andrea Carlotto (Silent Media Lab)

Nell’autunno del 2020, la Compagnia Replicante teatro (insieme ad altre Compagnie valdostane) è stata coinvolta in un progetto (voluto e sostenuto dal B.R.E.L.: Bureau Régional Ethnologie et Linguistique) che prevedeva di trasformare alcune leggende valdostane in alcuni cortometraggi capaci di risolvere temporaneamente il problema dell’emergenza Covid-19 che impediva al teatro di andare in scena in presenza.

È nato così questo monologo (ispirato a una storia che sta a cavallo tra leggenda e tradizione) che ha scelto di ripercorrere e rivisitare la follia quando diventa il mezzo per salvarsi, per sopravvivere ad un isolamento forzato (un lockdown ante litteram) che non fa sconti; un monologo, lucido e a tratti ironico nel suo delirio, spiato da un occhio indiscreto (la macchina da presa) che lo osserva e lo racconta come solo le immagini possono fare. Un “monologo in dialogo” con le figure apotropaiche della Sala delle 171 teste: “i demoni del Santo Recluso”. Un viaggio visionario in cui la parola esiste come necessità di confermare una vita ancora viva. E dare un nome a ciò che accade dentro e fuori di noi.

LOCATION: Castello di Sarriod de la Tour (interni ed esterni) – Saint Pierre.

Con particolare attenzione, relativamente agli interni: sala delle 171 teste e cappella.

Per gli esterni: spazi all’interno della cinta muraria, e frutteti intorno al castello.